Reglass nello spazio

Costruiti da Reglass in composito di fibra di carbonio per il settore aerospaziale, diversi componenti dell’antenna satellitare progettata da Thales Alenia Space Italia – joint venture Thales Leonardo che verrà lanciata nello spazio in occasione della prossima missione Esa per l’esplorazione delle Lune di Giove.

Una collaborazione, quella tra Reglass e Thales, iniziata diversi anni fa, grazie all’esperienza dell’azienda nella realizzazione di manufatti tubolari ad alte prestazioni in grado di lavorare alle condizioni estreme tipiche degli spazi interplanetari. I tubi sono realizzati con tecnologie innovative messe a punto nei laboratori di Reglass nella sede di Minerbio in provincia di Bologna.

Giove e le sue lune
Giove e le sue lune

La missione

L’importante missione si chiama Juice (Jupiter Icy Moons Explorer) e ha lo scopo di ricercare potenziali habitat negli oceani interni delle lune ghiacciate di Giove, in particolare di Ganimede. Programmata al lancio nel 2022, la spedizione dovrà raggiungere il pianeta Giove, orbitare intorno al gigante gassoso per una esplorazione a distanza delle sue lune e, infine, immettersi in orbita intorno al satellite Ganimede.

Lo scopo della missione è quello di studiare i satelliti ghiacciati di Giove e le condizioni ambientali che potrebbero aver portato alla creazione di ambienti abitabili. E’ proprio su Ganimede, Europa e Callisto che gli scienziati hanno rilevato la possibile presenza di acqua in forma liquida sotto la superficie ghiacciata dei satelliti. La messa in orbita della sonda europea consentirebbe dunque di condurre ricerche intorno a Ganimede, considerata un laboratorio naturale per l’analisi della natura, l’evoluzione e la potenziale abitabilità dei mondi ghiacciati.

La missione Juice avrà anche il compito di analizzare l’atmosfera di Giove, per studiare i meccanismi alla base del trasporto di energia e materiale tra i suoi diversi strati e la morfologia delle sue tre lune. Per far tutto ciò, la sonda possiede a bordo diversi strumenti. Tra questi, Janus, Rime e 3GM (di matrice italiana): il primo è un sistema di telecamere per studiare la morfologia delle lune di Giove, il secondo è un radar per lo studio del sottosuolo delle lune, il terzo rileverà campi gravitazionali e l’estensione degli oceani al di sotto della superficie ghiacciata dei satelliti.

Fionda gravitazionale

Giove si trova a una distanza dalla terra superiore di 5 volte rispetto a quella che esiste tra la terra stessa e il Sole (150 milioni di chilometri). Per spingere la sonda fino al gigante gassoso, si ricorrerà ad un sistema di manovre chiamate fionde gravitazionali”. Dopo il lancio dalla terra, si effettueranno cinque manovre di rapido avvicinamento (fly-by) a diversi pianeti del sistema solare (Venere, Terra e Marte): la combinazione tra  velocità di avvicinamento della sonda; corretta traiettoria e gravità del pianeta; genereranno le diverse spinte che consentiranno alla sonda di guadagnare velocità verso la sua meta finale, quasi senza spendere propellente. Un viaggio lungo quasi 8 anni solo per arrivare all’orbita di Giove.

L’Europa e il ruolo dell’Italia

Grazie anche a questa prestigiosa missione di iniziativa europea emerge il ruolo del nostro paese e la vitalità dell’industria aerospaziale italiana caratterizzata da forti investimenti in ricerca e sviluppo. Il settore aerospaziale nostrano è solidamente al quarto posto in Europa e al settimo nel mondo. È in grado di generare un fatturato complessivo di 13,5 miliardi di euro, pari allo 0,65% del Pil; il valore aggiunto complessivo è di circa 12 miliardi di euro. Fattore fondamentale è l’innovazione e la ricerca, per la quale il settore impiega circa il 10% del fatturato, mantenendosi nella media europea. Una potenza di fuoco fatta da players globali supportati da piccole e medie aziende che sono più o meno il 90% del totale.

Tra queste, Reglass: con la sua propensione all’innovazione (testimoniata dalle numerose tecnologie proprietarie) e i laboratori dedicati; l’altissima qualità e precisione dei suoi prodotti, ottenute grazie all’esperienza pluridecennale nella lavorazione della fibra di carbonio (dal preimpregnato al tubo finito); l’alto livello di professionalità dei suoi tecnici, in grado di gestire la produzione di tubi a prestazioni estreme. L’insieme di questi fattori ha consentito a Reglass di diventare partner per collaborazioni ad hoc con grandi imprese del settore aerospazio per lo sviluppo e la manifattura di parti di satellite e antenne in fibra di carbonio.