La stampa flessografica, flessografia, o, più comunemente, flexo, è un metodo di stampa rotativa diretta, che usa matrici in gomma o fotopolimeri dette lastre flessografiche o cliché. Inizialmente utilizzata solo per la stampa degli imballaggi è oggi impiegata anche per i quotidiani. La matrice è rilievografica (il grafismo, avvero la parte della matrice che andrà a stampare è riportato in rilievo), flessibile e morbida, viene avvolta su di un cilindro porta-clichè. La stampa è diretta: il materiale da stampare passa tra il cilindro di contro pressione e la matrice avvolta sul cilindro porta-cliché, che trasferisce così l’inchiostro direttamente al supporto.

Caratteristiche della flessografia

I suoi punti di forza sono: il costo relativamente basso della lastra flessografica, la possibilità di fare il montaggio della lastra su attrezzature esterne alla macchina di stampa, la facilità e rapidità di cambio, la possibilità di stampare su supporti molto diversi come spessore e finitura superficiale (è possibile stampare anche su supporti ruvidi), la semplicità e il costo relativamente basso della macchina da stampa, la possibilità di usare inchiostri economici e a rapida essiccazione.

I prodotti

L’applicazione più diffusa è relativa alla stampa di film plastici destinati all’imballaggio alimentare. Per le sue caratteristiche il processo flessografico è particolarmente adatto alla stampa su film plastici e metallici come polietilenterftalato (PET), polietilene (PE), alluminio.

Questa tipologia di lavorazione si è diffusa negli ultimi trent’anni, grazie all’espansione della grande distribuzione e alla vendita nella GDO (Grande Distribuzione Organizzata). La flessografia, in concorrenza con la più tradizionale stampa a rotocalco, è largamente impiegata per la stampa di contenitori del latte, di bibite, di sacchetti per la spesa, di carta da regalo e di carta da parati.

Ripartizione del mercato della stampa flessografica

  • Imballaggio flessibile 26%
  • cartone ondulato 21%
  • borse di plastica 10%
  • contenitori per bevande 8%
  • sacchi e sacchetti di carta 8%
  • etichette 5%
  • carta da regalo 4%
  • carta da parati 3%
  • altri stampati 15%

Il sistema d’inchiostrazione

L’inchiostro è applicato sulla lastra flessografica tramite il rullo Anilox, un rullo in acciaio, alluminio o composito a base di fibra di carbonio, ricoperto da uno strato ceramico finemente inciso con celle atte a raccogliere l’inchiostro e a rilasciarlo sulla lastra flessografica quando in contatto. Il rullo Anilox si può caricare di inchiostro tramite due differenti sistemi. Il primo prevede l’uso di un calamaio pieno di inchiostro (può essere a camera aperta o chiusa) accoppiato ad una lama raschiatrice (racla) che rimuove l’eccesso di inchiostro dalla superficie del rullo, in modo analogo a quanto avviene per la stampa a rotocalco. Il secondo sistema prevede l’uso di un rullo gommato che, oltre a pescare l’inchiostro da una bacinella e trasferirlo, funge anche da spatolatore sul rullo anilox con il quale è a contatto, girando ad una velocità leggermente inferiore.

Il cilindro anilox può essere inciso con celle di diversa forma, profondità e dimensione, e quindi con differente densità superficiale, da 80 a 800 celle/cm2. Un maggiore numero di celle consente la stampa di dettagli di minori dimensioni, mentre un basso numero favorisce la stampa dei fondi pieni. Il materiale stampabile con la flessografia è molto vario; si possono anche utilizzare supporti con superficie ruvida e poco riflettente come ad esempio i cartoni ondulati.

Tipi di macchine

Le macchine rotative flessografiche vengono prodotte in tre strutture differenti: in linea, planetarie (o tamburo centrale) e stack (a cilindri indipendenti). Le prime due versioni solitamente stampano su un lato solo, mentre la versione stack consente di stampare, con più combinazioni, sui due lati del supporto.

  • Le rotative in linea presentano una serie di elementi stampa distinti, uno per colore, con cappe di asciugamento fra un elemento ed il seguente, funzionanti con aria calda o con radiazioni infrarosse.
  • Le rotative planetarie o satellite sono simili a quelle per la stampa offset e permettono di stampare a colori su materiali sottili e fortemente deformabili mantenendo una buona precisione di registro. Il grande cilindro centrale di pressione diminuisce le deformazioni del materiale.
  • Le rotative stack sono molto simili a quelle planetarie, ma al posto del cilindro centrale hanno un cilindro per ogni unità di stampa o numero colori.

Reglass e la stampa flessografica

Dettaglio rullo per stampa flessograficaReglass offre una vasta gamma di rulli per la stampa flessografica in fibra di carbonio.

L’azienda, grazie alle avanzate tecnologie di cui dispone e alle lavorazioni accurate messe a punto dai suoi ricercatori, offre una produzione di rulli e cilindri per la stampa flessografica altamente performanti. La società lavora in sinergia con università e istituzioni scientifiche e collabora in modo stretto con i fornitori di resine e fibre per ottenere semilavorati in fibra di carbonio di alta qualità e adatti alle applicazioni industriali più complesse. Tra queste, il settore della stampa flessografica è uno dei più impegnativi tecnicamente, a causa delle importanti prestazioni meccaniche richieste ai mandrini per il buon funzionamento dei gruppi di stampa.

L’azienda è da tempo leader nelle tecniche di lavorazione della fibra di carbonio, inizialmente impiegata nella costruzione di canne da pesca da competizione. E’ stata la prima società che in ambito sportivo ha introdotto la lavorazione Sheet wrapping, importando le migliori fibre di carbonio dal Giappone. Attraverso questo procedimento produttivo il foglio Prepreg in fibra di carbonio è applicato in varie direzioni in modo da massimizzare l’efficienza strutturale del manufatto.

Dalle canne da pesca ai rulli per la stampa flessografica: è possibile sostituire i cilindri porta-clichè e i cilindri anilox in metallo, con cilindri portamaniche in carbonio, per incrementare notevolmente la velocità e i requisiti di stampa. I rulli in fibra di carbonio sono leggeri e con eccellenti prestazioni meccaniche, consentendo alti valori di produttività delle macchine su cui sono installate. L’uso di cilindri in fibra di carbonio consente inoltre di migliorare le prestazioni della macchina: più precisone, definizione maggiore nitidezza dei colori.

Nell’ambito dei prodotti per stampa flessografica e stampa tissue, Reglass fornisce dispositivi corredati da certificazione CE.

Reglass e la stampa digitale

Stampa digitale è un termine generico per identificare un sistema di stampa dove la forma da stampare viene generata attraverso processi elettronici e impressa direttamente sul supporto da stampare. In questo ambito si possono distinguere in particolare due tipi di macchinari; stampanti laser e stampanti a getto di inchiostro.

Stampanti laser: sono le stampanti laser d’ufficio, le fotocopiatrici classiche e le fotocopiatrici a colori. Queste macchine utilizzano inchiostro toner: un rullo elettrostatico viene caricato elettricamente nelle zone ove è necessario l’apporto di inchiostro. Il toner in polvere, viene attratto dal rullo e infine trasferito per elettricità statica sulla carta. Sono ormai diffuse macchine fotocopiatrici in grado di essere collegate ai computer e stampanti laser molto grosse e veloci per la stampa di grandi quantità di documenti con dati variabili (bollette, fatture, estratti conto).

È importante ricordare che la stampa digitale realizzata con alcune macchine di alto livello ha ormai qualità praticamente identica alla stampa offset. Generalmente i quantitativi per i quali la stampa digitale è competitiva con la stampa offset può essere indicato indicativamente in 500 pezzi.

Le macchine a getto di inchiostro, utilizzano una testina che muovendosi sulla superficie da stampare rilascia l’inchiostro liquido direttamente, attingendolo da appositi serbatoi. Si tratta prevalentemente di stampanti da tavolo per realizzare stampe su piccoli formati come l’A4 o l’A3 oppure di plotter per la stampa di grandi formati (fino a 6 metri di larghezza del rullo). Il formato più diffuso è quello del plotter solitamente con rullo da 750 mm o 1300 mm. Sono in genere utilizzate per la stampa di poster o stampati di grande dimensione in singola copia o comunque in tirature ridottissime. L’uso delle macchine a getto di inchiostro è diffusissimo nei centri stampa digitali e si sta ampliando alle cartolerie ed alle tipografie.

Nel settore della stampa industriale (roll-to-roll), le macchina da stampa digitale utilizzano in genere una geometria simile al quella di una macchina flessografica in linea, in cui ciascun gruppo stampa (che nella flessografia include la distribuzione dell’inchiostro, il rullo anilox, il cilindro porta-clichè e il rullo do contropressione) viene sostituito da una testa di stampa inkjet. In tal macchine, dalle prestazioni ormai simili a quelle delle macchine flessografiche, consentono di stampare su bobine di larghezza superiore ai 1300 mm, a velocità superiori ai 150 m/min. In tali macchine non sono presenti cilindri portamaniche, ma sono necessari rulli estremamente leggeri e prestazionali, che Reglass sta già sviluppando grazie alle sue tecnologia ed esperienza.